Regione Puglia

Palazzi ed edifici storici

Ultima modifica 6 maggio 2020

Palazzo D'Alfonso - 1691
Piazza Umberto I

Il Palazzo è stato costruito nel 1500 da Alfonso Granai - Castriota, marchese D'Atripalda. Lo stile del portale è simile alle decorazioni catalane -durazzesche, molto simili all'arte barocca e che si possono ritrovare simioli anche nelle decorazioni del portale del Castello di Copertino. Sugli estradossi del portale compaiono due volti, di Pirro e di Alfonso. Al centro del portale originariamente c'era lo stemma dei Montuori, con l'aquila ritratta in volo, in pietra leccede, poi è stato sostituito da quello della famiglia Fai, che lo possiede tuttora.
Entrando nel palazzo si trova un'anticamera con la volta a botte decorata in pietra leccese. Il grande salone ha una volta che riprende stilisticamente il portale di ingresso. 
Nel palazzo è conservato l'affresco "La Primavera" di Agisileo Flora.

Palazzo dei Veneziani - 1500
Vico San Marco

La tradizione dice che i Bellisario avevano origini venete e, a riprova di ciò, il palazzo, di chiara struttura cinquecentesca, è conosciuto come Palazzo dei Veneziani. Testimonianza è anche l'icona dedicata a S. Marco Evangelista, il santo della Serenissima. Probabilmente il palazzo apparteneva ai Giubba una cui figlia, Ippolita, nel 1702 aveva sposato Giacomo Bellisario. Famiglia di Giudici e Dottori Fisici, annovera Giuseppe Bellisario che fu corrispondente del gallipolino Giovanni Presta al quale partecipò numerosi dati sulla molitura delle olive. Il figlio Nicola fu valente medico e sua moglie Angela Castrignanò, rimasta vedova, vi tenne bottega lorda, ma per i numerosi debiti la casa fu posta in vendita ed acquistata dai Cataldi. Successivamente venne in possesso di Michela Liguori che vi tenne licenza di sali e tabacchi. 

Palazzo Ferrari - 1800
Via Vittorio Emanuele III

La costruzione faceva parte di un immenso "giardino grande nominato della Corte, sito fuori la porta di Gallipoli, tutto murato, arbustato di aranci ed altri comuni, con entro due case a tetto, tre cisterne d'acqua, una conserva di acqua piovana ed una camera a lamia metà del quale è feudale e l'altra metà burgensatica".Fu abitato da Saverio Ferrari quando si allontanò dal castello, al momento della causa contro il fratello duca Giacinto che vietava le nozze con Rosaria Cataldo. A figli Francesco e Vincenzo fu poi assegnato il palazzo, completo di giardino, insieme alla masseria Rischiazzi. Visse successivamente Giuseppe Ferrari, figlio di Vincenzo e fondatore della Banca Popolare di Parabita, nonché suo primo presidente; quindi i suoi figli Vincenzo, Luigi e Gabriele che vi tenne farmacia.Proprietà del Comune oggi è sede della "Quadreria Giannelli" e del Museo del Manifesto. L'ex farmacia ospita inoltre l'Associazione per anziani " Don Tonino Bello".